2.07.2007

Silent night, Nacom night... Pt.2

Terminiamo il resoconto iniziato la settimana scorsa (EDIT: caspita, quasi un mese fa! Come vola il tempo quando ti annoi...).
La vera e propria novità è che... dannazione, non riesco a dirlo, mi piange il cuore.
Ok, tutto in una volta: siamocostrettiacambiaresalaprove. Fiuuu, è andata, ma la sostanza non cambia. Perché sì, sappiatelo, è proprio nel momento in cui una persona crede che le cose continueranno ad andare come sono sempre andate che ti arriva la mazzata imprevista.
Erano circa 7 anni (forse anche 8, boh) che il sottoscritto due o tre volte a settimana si inerpicava (anche se la strada è completamente in piano, ma suona bene) per il viottolo di ghiaia e con grande gioia si avvicinava alla famosa chiesetta sconsacrata. Un piccolo casolare che dall'esterno non prometteva niente di buono, ma che dentro... beh, dentro era anche peggio in effetti.
Però il succo non è questo. La cosa fondamentale era avere un piccolo nido sempre caldo (se le due stufette avevano un po' di benzina per rendere vivibile l'ambiente, mentre d'estate si sudava fin troppo) con un'ottima acustica (almeno credo che sia tale, ho sempre portato i tappi per le orecchie se no mi sarei insordito) e tanto spazio dove riposarsi in libertà (questo è vero, però bisognava stare attenti a non incappare nelle ire di qualche scarafaggio di passaggio, ma è colpa della campagna... e anche un po' della scarsa igiene in cui abbiamo sempre tenuto il luogo, ma tanto siamo rockers, chi se ne frega) e senza rompere le scatole a nessuno (per forza, intorno c'è il nulla più totale).
E poi nei weekend si poteva andare a giocare a Hotel o Risiko, oppure si festeggiavano compleanni in intimità, o date particolari, o si poteva registrare quando si voleva (ricordate gli Unholy Church Studios? Beh, cambieranno sede legale molto probabilmente), o si andava a fare tutto quello che una persona della nostra età può chiedere dalla vita (mi censuro). Insomma, ci si viveva, era il piccolo spazio privato di ogni membro dei Nacom (e aggiungo, anche degli altri ex-Atlantis Trìbu, Nicola e Claudio), ma adesso un pezzettino delle nostre esistenze se ne andrà per sempre. In cambio di cosa, vi chiederete? Semplice, il tutto verrà abbattuto per fare spazio a un altro dei miliardi di agriturismi della zona e che probabilmente fallirà nel giro di poco tempo proprio per il sovraffollamento di proposta.
Chiesetta, anche se ce ne andremo a breve (si spera, altrimenti proveremo sotto i ponti mi sa) sappi che ti porteremo per sempre nei nostri cuori. Ma sappi anche che un po' alla fine chi se ne frega, sono ben altre le cose importanti della vita.

Ad esempio, avete notato i contenuti rinnovati del diario? Ho fatto proprio un bel lavoro, eh?
Ok, fine comunicato triste, 2007 già con alti e (molti) bassi...